Le Vibrazioni

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Il gruppo nasce a Milano nel ’99: le quattro Vibrazioni frequentano la stessa sala prove autogestita nell’hinterland milanese, quasi un centro sociale musicale, e sono accomunati dall’amicizia e soprattutto dallo stesso amore per la musica rock delle origini, passione che li estranea del panorama musicale degli ultimi decenni per concentrarsi sulla musica dei loro padri, scoperta fuggendo da adolescenti dai suoni anni ’80 e mai più abbandonata.
Determinante è poi l’incontro con il produttore Bemetrio Sartorio, che trova la chiave di volta per far uscire Le Vibrazioni dal ghetto del “rock da cantina”, di cui comunque mantengono orgogliosamente lo spirito ironico, scanzonato, il divertimento di stare insieme e soprattutto di suonare davvero.
Demetrio Sartorio deciderà poi di sviluppare il progetto Le Vibrazioni insieme al socio Ignazio Mordivucci che, con la sua pluriennale esperienza di fonico, darà al gruppo sin dall’inizio un “suono” personale e sempre di altissima qualità, sia dal vivo sia in disco, consentendo ai ragazzi di sviluppare da subito una cifra stilistica originale nell’ambito del panorama sonoro pop-rock italiano, privilegio di solito riservato alle band già di successo. Le principali influenza del gruppo partono dalla scena britannica di fine anni ’60 e inizio anni ’70, per giungere a una sintesi fra le melodie di band come i Beatles ad Animals, e il  rock di Led Zeppelin, The Who e Jimi Hendrix Experience.
Ma saranno la psichedelia dei Pink Floyd e il funk americano di James Brown e di Sly and The Family Stone ad avvicinare il sound de Le Vibrazioni a formazioni moderne come Jane’s Addiction, RHCP e Kula Shaker, Supergrass.
Le Vibrazioni si propongono di proseguire un discorso iniziato, a cavallo tra fine anni ’60 e inizio anni ’70, da band italiane come New Trolls, Equipe 84 e Le Orme, e poi interrotto dal crescente successo di solisti ed interpreti. Insomma rock delle origini combinato a un raro dono melodico.
Inoltre la grande passione di Francesco Sarcina per il musical rock di fine anni Sessanta, coltivata sin da giovanissimo come interprete del Rocky Horror Picture Show al cinema Mexico di Milano, aggiunge una gestualità teatrale, ironica e istrionica a tutti i loro show dal vivo, vero momento di massima coesione della band.

 

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