Enzo Jannacci è nato a Milano il 3 Giugno 1935. A dispetto della sua immagine pubblica bizzosa e stravagante, Jannacci è un uomo di grande rigore e sensibilità umana.
La natura artistica di questo gran milanese lo portava verso l’esplorazione di un mondo che solo lui è riuscito a tratteggiare con ironia e vena poetica ineguagliate: quello dei diseredati o della vecchia Milano , il mondo dello spirito di solidarietà tipico del Nord e delle vecchie osterie abitate da personaggi sanguigni e veraci.
Di recente, Jannacci è tornato al Jazz, un suo vecchio amore che lo aveva iniziato nei primi anni della sua adolescenza musicale e intellettuale; passione che lo ha portato a proporre in pubblico brani originali e standard con l’ausilio dei migliori musicisti italiani del settore.
Nel 2001, dopo circa tre anni di lavoro continuativo e dopo sette anni di assenza , propone al grande pubblico il suo ultimo lavoro di studio; un CD di 17 brani, quasi tutti inediti, di enorme impatto emotivo e sociale.
Dedicato a suo padre, “Come gli aeroplani” è destinato a diventare una pietra miliare della discografia italiana insieme a “Vengo anch’io, no tu no”, “Quelli che…”, e “Ci vuole orecchio”.