Il Tango, il bolero e la romanza sono indubbiamente un accostamento difficile, ma hanno il fascino del contrasto. Infatti la musica nasce e si consuma nei bordelli di un mondo subalterno (tango), un’altra fra specchi e consolle di una classe in ascesa e dominante.
La romanza nasce in Francia e si diffonde in tutta Europa da Parigi a Pietroburgo, da Madrid a Londra.Siamo in un epoca romantica, in piena Belle Epoque dove romanticismo e sentimento si fondono. Immediatamente la romanza entra anche nelle case della borghesia italiana, ricche dai mobili dai nomi francesi come comò, trumeau, bouvet. I salotti hanno le porte rivestite di tessuto, le tende alle finestre, le poltrone di damasco, quadri alle pareti e migliaia di ninnoli e monili spesso di dubbio gusto. Il genere è indubbiamente accattivante, la musica è melodica, di facile ascolto e prende a prestito interpreti del melodramma come Caruso, Gigli, Schipa, Tagliavini, ed altri. Ma cosa è il tango: esso è musica, ballo, ma soprattutto poesia.
La definizione più suggestiva è quella di Enrique Santos Discepolo: “E’ un pensiero triste che si balla”.Nel tango c’è la fatica del vivere, c’è la riflessione sul modo di sentire il mondo, c’è l’anima che vibra, l’orgoglio che ti fa muto, il rancore e la tristezza che non ti lascia mai, la solitudine,che ti uccide.Ma ecco come nasce il tango.
Il tango è danza, ma sopratutto musica. Lo hanno eseguito all’inizio solo gli uomini, come è nella tradizione dell’emigrazione, e consumato nei bordelli, che sono alieni da pregiudizio.La sua origine non è definibile come non lo è quella del flamenco e del jazz. La sua musica non ha la purezza dell’archetipo anzi risente della habanera cubana del cantombe dei neri, della milonga della Pampa, del bolero della Spagna e di tanta musica italiana. Il tango è solo argentino? Indubbiamente Buenos Aires ne è la capitale, ma esiste una città sull’altra riva del Rio della Plata, Montevideo, che ha vibrato con il tango, dove è nata la “Cumparsita”.
E’ di certo che il tango appartiene a quella parte del nuovo mondo, ibrida, povera, dove nel suono del bandoneon si riconoscono i milioni di emigranti pieni di speranza, di fustrazioni, di solitudine, di insicurezza, di fragilità.
N.B.: Lo spettacolo può prevedere la partecipazione di un attore nelle vesti di voce recitante per la declamazione di alcune significative pagine della letteratura italiana e sudamericana. Inoltre su vostra richiesta è possibile allestire una scenografia consistente in divano, tavolino, sedia, piante, per dare allo spettacolo un tocco teatrale