Giuseppe Giacobazzi

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Era una notte di tempesta quando nel caldo del suo lettuccio,il nostro Giuseppe Giacobazzi ebbe l’avviso di ciò che sarebbe stato il suo futuro.
Gli apparve in sogno l’insuperabile ,l’insormontabile, l’inarrivabile (ecc.ecc.) Ravul Casadei insieme a tutta l’orchestra.
Stupito ed emozionato egli (il Poveta) si inginocchiò e disse: “cut vegna un chencar, sei proprio te….l’insuperabile (ecc.ecc.) Ravul?”
Il grande Ravul rispose alzando una piadina al prosciutto: “a so me!”
Tremando per la tensione ( ma anche perché la caldaia era rotta e faceva un freddo della Mdonna), Giuseppe chiese: “Cosa ti conduce a me o grande Ravul?”
L’insuperabile alzò una piadina al cielo e battendo due volte sulla testa del Poveta pronunciò la famosissima frase: “Và dove ti porta l’apecar!Và per locali e mercati, per fiere e sagre paesane, fermati in ogni pavese ed in ogni pavesino, in ogni luogo dove manca un po’ di cultura tu la devi portare. Và ad inculturare le masse, che tanto ne hanno bisogno,e se ti capita incultura anche le massaie, che forse ne hanno bisogno di più”.
Lo spettacolo di Giuseppe Giacobazzi è un alternarsi di monologhi surreali nei quali si è trasportati in un mondo fantastico ed esilarante, dove Giacobazzi ci racconta la sua visione delle banalità di ogni giorno e dei luoghi comuni.
Poi entra in scena il Poeta con le sue esilaranti poesie (oramai 80 all’attivo) alcune delle quali sono già un cult nella sua terra di Romagna.
In chiusura il Poeta e vinicoltore si trasforma in D.J: Giacobazzi rapper bianco chiaro con la sua hit “patacca rap”.

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